STORIA

Maria Matilde Bucchi,

l’origine di una spiritualità

La Fondatrice della Congregazione nasce ad Agrate Brianza (MI), il 18 maggio 1812 e vive, come molte altre ragazze, lavorando per aiutare la famiglia. Frequenta la scuola per pochi mesi e poi è costretta a smettere, sia perché non ci sono i soldi per pagare la scuola, sia perché occorre darsi da fare.

 

Lavora prima nei campi, poi in filanda, poi come domestica pur coltivando il desiderio di consacrare a Dio la sua vita. In effetti ancora giovane fa voto privato di castità e coltiva il suo legame d’amore con Gesù Crocifisso, attratta dalla sua Passione che la sostiene nella fatica quotidiana. Affronta i sacrifici di una vita povera con la convinzione che anche questa condizione, vissuta per scelta e con amore, può essere un modo per ricambiare l’amore con cui il Padre ha donato il Suo Figlio per noi, senza risparmio.

Copyright © 2017 Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue. Tutti i diritti riservati. P.IVA 00701370967

       Giuseppina Sommariva

Nel 1852 accetta di collaborare con le Figlie della Carità ­ Canossiane ­ nell’educazione delle fanciulle povere, nel loro Istituto di Monza, dal momento che non ha i mezzi per entrare in Congregazione come novizia. Vive insieme ad altre ragazze che condividono lo stesso ideale, le viene affidata l’educazione delle bambine più povere e comincia un lungo cammino di ricerca spirituale e religiosa che si conclude pochi anni prima della sua morte, avvenuta il 1 marzo 1882.

 

Infatti solo il 17 maggio 1876, Mons. Calabiana, Arcivescovo di Milano, notifica a Madre Maria Matilde e alla sua comunità l’erezione canonica in Congregazione col titolo di Suore del Preziosissimo Sangue.

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STORIA

Si unisce al primo gruppo di “terziarie canossiane” nel 1869 e vive accanto alla Fondatrice come sua segretaria.

 

Gli inizi della Congregazione non sono facili, Madre Bucchi insegna, ma non ha nessun diploma e la scuola rischia di essere chiusa; è suor Giuseppina Sommariva che accetta di restare in questa situazione precaria e mette a disposizione il suo diploma perché la scuola (e quindi la comunità) possa andare avanti. A lei dobbiamo anche la stesura della prima regola di vita della comunità e la biografia di Madre Bucchi, che è l’unico scritto giunto a noi sulla sua vita.

 

Alla morte della Fondatrice è lei che diventa Madre al suo posto.

Anche lei maestra elementare e sostegno nella fatica di dare stabilità e solidità alla Congregazione. Dopo non molti anni dall’approvazione la comunità attraversa un grave dissesto finanziario, ancora una volta c’è il rischio che l’avventura si concluda, e tocca a lei incoraggiare le suore, entrare in trattative con la Curia e i debitori e farsi portavoce (cioè profeta) del piano di Dio.

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STORIA

Anche lei maestra elementare e sostegno nella fatica di dare stabilità e solidità alla Congregazione. Dopo non molti anni dall’approvazione la comunità attraversa un grave dissesto finanziario, ancora una volta c’è il rischio che l’avventura si concluda, e tocca a lei incoraggiare le suore, entrare in trattative con la Curia e i debitori e farsi portavoce (cioè profeta) del piano di Dio.

  Bonaventura

Clerici

  Bonaventura

Clerici

Una volta ristabilita la salute della famiglia religiosa, madre Bonaventura comincia ad allargare i paletti della tenda e ad aprirsi a nuovi territori e a nuove richieste apostoliche.

 

Con lei si avviano attività scolastiche e di accoglienza; a Vercelli si apre il ritiro della Provvidenza, una casa per ragazze senza famiglia dove vive per lunghi anni sua sorella, suor Alfonsa Clerici, beatificata a Vercelli nel 2010. In Liguria nascono colonie estive, ma anche scuole invernali per bambini cagionevoli di salute, che hanno bisogno di trascorrere i mesi più freddi in luoghi dal clima mite. A Modena sorgono opere di carità e in Svizzera ci apriamo all’accoglienza e all’educazione degli immigrati, mentre alcune suore partono per la  Calabria … sono i primi segni del desiderio di aprirci a nuovi luoghi in cui portare l’annuncio della redenzione a chi ne vive maggiormente la sete.

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Una volta ristabilita la salute della famiglia religiosa, madre Bonaventura comincia ad allargare i paletti della tenda e ad aprirsi a nuovi territori e a nuove richieste apostoliche.

 

Con lei si avviano attività scolastiche e di accoglienza; a Vercelli si apre il ritiro della Provvidenza, una casa per ragazze senza famiglia dove vive per lunghi anni sua sorella, suor Alfonsa Clerici, beatificata a Vercelli nel 2010. In Liguria nascono colonie estive, ma anche scuole invernali per bambini cagionevoli di salute, che hanno bisogno di trascorrere i mesi più freddi in luoghi dal clima mite. A Modena sorgono opere di carità e in Svizzera ci apriamo all’accoglienza e all’educazione degli immigrati, mentre alcune suore partono per la  Calabria … sono i primi segni del desiderio di aprirci a nuovi luoghi in cui portare l’annuncio della redenzione a chi ne vive maggiormente la sete.

Domenica Ruggeri

Durante il suo mandato come superiora generale si realizza un grande desiderio: il 23 aprile 1938 le prime cinque suore partono per il Brasile. Per la Congregazione si tratta di una apertura coraggiosa e neppure in Brasile gli inizi sono semplici: dopo una breve permanenza a Bragança, luogo in cui eravamo state chiamate, bisogna fare i bagagli e cercare un’altra sede. Poco per volta alcune ragazze cominciano ad unirsi a noi, le comunità aumentano e la missione brasiliana diventa una parte viva e vivificante per tutta la Congregazione.

 

In questi stessi anni, nel 1942, la famiglia religiosa diventa Congregazione di Diritto Pontificio (cioè non più legata principalmente alla Diocesi di Milano, ma alla Chiesa universale) e madre Domenica sente che questa approvazione è come un sigillo definitivo posto sulla autenticità del cammino di tutte e sul dono spirituale che ci è stato fatto.

Durante il suo mandato come superiora generale si realizza un grande desiderio: il 23 aprile 1938 le prime cinque suore partono per il Brasile. Per la Congregazione si tratta di una apertura coraggiosa e neppure in Brasile gli inizi sono semplici: dopo una breve permanenza a Bragança, luogo in cui eravamo state chiamate, bisogna fare i bagagli e cercare un’altra sede. Poco per volta alcune ragazze cominciano ad unirsi a noi, le comunità aumentano e la missione brasiliana diventa una parte viva e vivificante per tutta la Congregazione.

 

In questi stessi anni, nel 1942, la famiglia religiosa diventa Congregazione di Diritto Pontificio (cioè non più legata principalmente alla Diocesi di Milano, ma alla Chiesa universale) e madre Domenica sente che questa approvazione è come un sigillo definitivo posto sulla autenticità del cammino di tutte e sul dono spirituale che ci è stato fatto.

Diventa Madre nel 1952 e guida la Congregazione fino a 1964: si tratta di anni importanti in cui la vita della famiglia religiosa si consolida e alcuni segni, anche esteriori, parlano di questa “stabilità” dopo tanti anni di ricerca e, a tratti, di preoccupazione per la sopravvivenza. A Monza, sede della “casa Madre”, cioè del luogo in cui riconosciamo le nostre origini, comincia la costruzione della nuova scuola. Anche a Pallanza e a Milano sorgono scuole e pensionati per poter accogliere le ragazze che arrivano da più lontano.

Nel 1957 le spoglie di Madre Bucchi arrivano nella cappella di casa Madre che diventa, sempre di più, luogo di preghiera e di memoria; lo sentono così non solo le suore italiane che si affezionano a questa “casa di tutte”, ma anche le suore del Brasile che desiderano venire almeno una volta in Italia per attingere alla sorgente e sostare davanti alla tomba di questa donna forte che ci ha dato vita.

 

Nel 1962 si apre il Concilio Vaticano II, la casa di Roma ospita 13 Vescovi e tutte seguono con estrema attenzione e preghiera questo momento di straordinaria vitalità della Chiesa.

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Gabriella

Maria

Barale

Viganò

È superiora generale solo per due anni, ma in un momento cruciale della storia, dal 1964 al 1966, anno della sua morte. Madre Maria ha il compito di accompagnare la Congregazione “attraverso” il Concilio e di attuare ciò che esso ha domandato ad ogni famiglia religiosa: il passaggio dalla preghiera di devozione alla preghiera liturgica, dal latino all’italiano, la rivisitazione delle fonti, del carisma di fondazione, delle Costituzioni.

 

Compie ciò che Madre Maria ha cominciato ed accompagna la Congregazione nell’attuazione delle indicazioni del Concilio; alcuni mutamenti sono più esteriori, altri più profondi, ma tutti hanno un significato nella direzione di un nuovo slancio apostolico e di una partecipazione vivace al cammino ecclesiale. L’abito comincia a semplificarsi, si rivedono le Costituzioni (cioè il testo fondamentale di riferimento che descrive la vita e la missione), entra in vigore una modalità del tutto nuova di pregare con la liturgia delle Ore che rende più familiare il linguaggio dei salmi e della Parola di Dio.

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Giannina

Viganò

In Italia gli ingressi cominciano a diminuire, le comunità dedicate alle suore più anziane aumentano di numero, ma ci sono anche nuovi fermenti che portano la Congregazione ad interrogarsi sul modo di rispondere ai segni dei tempi. L’apertura più significativa è quella di una presenza nel mondo della tossicodipendenza che ci fa sperimentare un nuovo volto dell’educazione con l’attenzione ad una povertà emergente e anche uno stile di presenza e di condivisione più aperta con i laici che ci affiancano.

 

In Brasile accade qualcosa di simile: alle scuole si affiancano piccole comunità “inserite” nel tessuto sociale di zone molto povere e cresce l’attenzione a tutta una serie di “pastorali” specifiche destinate ai bambini malnutriti, a chi non può accedere alle cure tradizionali, alle mamme in difficoltà ed altro ancora.

 

 

La Chiesa, intanto, invita a coltivare la dimensione missionaria e per noi questo richiamo si concretizza nella richiesta di essere presenti in Kenya con una comunità di suore a servizio della Parrocchia: il 4 luglio 1987 partono le prime 5 missionarie.

 

Pochi anni dopo arrivano in Italia alcune giovani birmane che entrano a far parte della famiglia religiosa: non conosciamo ancora la cultura, al storia, la situazione politica del Paese, che ci si schiude davanti, con orizzonti inaspettati, solo poco per volta. Oggi possiamo dire che attraverso queste 4 ragazze entriamo in contatto con un nuovo Continente e una nuova storia.

In Italia gli ingressi cominciano a diminuire, le comunità dedicate alle suore più anziane aumentano di numero, ma ci sono anche nuovi fermenti che portano la Congregazione ad interrogarsi sul modo di rispondere ai segni dei tempi. L’apertura più significativa è quella di una presenza nel mondo della tossicodipendenza che ci fa sperimentare un nuovo volto dell’educazione con l’attenzione ad una povertà emergente e anche uno stile di presenza e di condivisione più aperta con i laici che ci affiancano.

 

In Brasile accade qualcosa di simile: alle scuole si affiancano piccole comunità “inserite” nel tessuto sociale di zone molto povere e cresce l’attenzione a tutta una serie di “pastorali” specifiche destinate ai bambini malnutriti, a chi non può accedere alle cure tradizionali, alle mamme in difficoltà ed altro ancora.

 

 

Il 1976, in modo particolare, è anno di rinnovamento dell’alleanza, come lo fu l’assemblea di Sichem per il popolo di Israele. La Congregazione celebra il suo primo centenario con un anno di preghiera, studi, incontri, memoria. Si approfondisce la ricchezza della spiritualità attingendo alle fonti teologiche, bibliche, liturgiche.

La Chiesa, intanto, invita a coltivare la dimensione missionaria e per noi questo richiamo si concretizza nella richiesta di essere presenti in Kenya con una comunità di suore a servizio della Parrocchia: il 4 luglio 1987 partono le prime 5 missionarie.

 

Pochi anni dopo arrivano in Italia alcune giovani birmane che entrano a far parte della famiglia religiosa: non conosciamo ancora la cultura, al storia, la situazione politica del Paese, che ci si schiude davanti, con orizzonti inaspettati, solo poco per volta. Oggi possiamo dire che attraverso queste 4 ragazze entriamo in contatto con un nuovo Continente e una nuova storia.

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Luisa

Giovenzana

Luisa

Giovenzana

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De Araujo Moreira

Maria Vilanì

Con Madre Vilanì arriviamo al presente, ma possiamo già dire che la sua elezione segna un nuovo passo di apertura: per la prima volta la Madre generale non proviene dall’Italia, ma dal Brasile portando in mezzo a noi, definitivamente, il legame con altre culture e la svolta verso una prospettiva internazionale. Negli anni del suo mandato non solo Italia e Brasile diventano più vicini, non solo il Kenya cresce, ma si aprono anche nuovi orizzonti; i Vescovi del Timor Est per aiutare la ricostruzione di un Paese devastato dal conflitto con l’Indonesia, chiedono aiuto alla Conferenza Episcopale del Brasile e nasce un progetto che coinvolge diverse Congregazioni religiose: nasce in Timor una comunità di cui fa parte anche una suora del Preziosissimo Sangue. Tre anni fa il progetto si è concluso, ma noi siamo rimaste e attualmente Madre Vilanì guida la nuova apertura missionaria.

 

 

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Madre

Giovanna Villa

Con Suor Giovanna Villa si apre un significativo tempo di sviluppo del progetto avviato da Madre Vilani. Attraverso la  ristrutturazione instituzionale  ci si orienta su un  orizzonte mondiale e si cerca , attraverso un cammino nuovo della Congregazione, di dare con la ricchezza del carisma una risposta adeguata ai tempi. Siamo invitate a ripensarci in prospettiva interculturale,  come corpo apostolico nel dinamismo della alleanza.

 

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STORIA

Madre Donatella Marcella Zoia inizia il suo governo con l’obiettivo di portare avanti il progetto iniziato, puntando lo sguardo  sulla missione della congregazione dove ciascuna è chiamata, nella  chiesa e nel mondo, a lavorare come famiglia per il regno di Dio.

Lo sguardo e’ rivolto a questo tempo di forti  violenze e trasformazioni. In esso la presenza di vere fraternità, che cercano il  bene della famiglia religiosa e di tutti gli uomini, può essere una risposta a quanto il Signore continuerà a domandarci.

 

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Madre Donatella

             Zoia

            

Maria Matilde

Bucchi,

Si unisce al primo gruppo di “terziarie canossiane” nel 1869 e vive accanto alla Fondatrice come sua segretaria.

 

Gli inizi della Congregazione non sono facili, Madre Bucchi insegna, ma non ha nessun diploma e la scuola rischia di essere chiusa; è suor Giuseppina Sommariva che accetta di restare in questa situazione precaria e mette a disposizione il suo diploma perché la scuola (e quindi la comunità) possa andare avanti. A lei dobbiamo anche la stesura della prima regola di vita della comunità e la biografia di Madre Bucchi, che è l’unico scritto giunto a noi sulla sua vita.

 

Alla morte della Fondatrice è lei che diventa Madre al suo posto.

Domenica

Ruggeri

Domenica

Ruggeri

Copyright © 2017

Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue.

Tutti i diritti riservati. P.IVA 00701370967

Maria Vilanì

De Araujo

Moreira

  Madre

Donatella

Maria Vilanì

De Araujo

Moreira

Copyright © 2017

Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue.

Tutti i diritti riservati. P.IVA 00701370967

Maria Vilanì

De Araujo

Moreira

Nel 1852 accetta di collaborare con le Figlie della Carità ­ Canossiane ­ nell’educazione delle fanciulle povere, nel loro Istituto di Monza, dal momento che non ha i mezzi per entrare in Congregazione come novizia. Vive insieme ad altre ragazze che condividono lo stesso ideale, le viene affidata l’educazione delle bambine più povere e comincia un lungo cammino di ricerca spirituale e religiosa che si conclude pochi anni prima della sua morte, avvenuta il 1 marzo 1882.

 

Infatti solo il 17 maggio 1876, Mons. Calabiana, Arcivescovo di Milano, notifica a Madre Maria Matilde e alla sua comunità l’erezione canonica in Congregazione col titolo di Suore del Preziosissimo Sangue.

STORIA

l’origine di una spiritualità

La Fondatrice della Congregazione nasce ad Agrate Brianza (MI), il 18 maggio 1812 e vive, come molte altre ragazze, lavorando per aiutare la famiglia. Frequenta la scuola per pochi mesi e poi è costretta a smettere, sia perché non ci sono i soldi per pagare la scuola, sia perché occorre darsi da fare.

 

Lavora prima nei campi, poi in filanda, poi come domestica pur coltivando il desiderio di consacrare a Dio la sua vita. In effetti ancora giovane fa voto privato di castità e coltiva il suo legame d’amore con Gesù Crocifisso, attratta dalla sua Passione che la sostiene nella fatica quotidiana. Affronta i sacrifici di una vita povera con la convinzione che anche questa condizione, vissuta per scelta e con amore, può essere un modo per ricambiare l’amore con cui il Padre ha donato il Suo Figlio per noi, senza risparmio.

Maria Matilde

Bucchi,

Giuseppina Sommariva

Si unisce al primo gruppo di “terziarie canossiane” nel 1869 e vive accanto alla Fondatrice come sua segretaria.

 

Gli inizi della Congregazione non sono facili, Madre Bucchi insegna, ma non ha nessun diploma e la scuola rischia di essere chiusa; è suor Giuseppina Sommariva che accetta di restare in

 

questa situazione precaria e mette a disposizione il suo diploma perché la scuola (e quindi la comunità) possa andare avanti. A lei dobbiamo anche la stesura della prima regola di vita della comunità e la biografia di Madre Bucchi, che è l’unico scritto giunto a noi sulla sua vita.

 

Alla morte della Fondatrice è lei che diventa Madre al suo posto.

Gabriella

Barale

Diventa Madre nel 1952 e guida la Congregazione fino a 1964: si tratta di anni importanti in cui la vita della famiglia religiosa si consolida e alcuni segni, anche esteriori, parlano di questa “stabilità” dopo tanti anni di ricerca e, a tratti, di preoccupazione per la sopravvivenza. A Monza, sede della “casa Madre”, cioè del luogo in cui riconosciamo le nostre origini, comincia la costruzione della nuova scuola. Anche a Pallanza e a Milano sorgono scuole e pensionati per poter accogliere le ragazze che arrivano da più lontano.

Maria

Viganò

Nel 1957 le spoglie di Madre Bucchi arrivano nella cappella di casa Madre che diventa, sempre di più, luogo di preghiera e di memoria; lo sentono così non solo le suore italiane che si affezionano a questa “casa di tutte”, ma anche le suore del Brasile che desiderano venire almeno una volta in Italia per attingere alla sorgente e sostare davanti alla tomba di questa donna forte che ci ha dato vita.

 

Nel 1962 si apre il Concilio Vaticano II, la casa di Roma ospita 13 Vescovi e tutte seguono con estrema attenzione e preghiera questo momento di straordinaria vitalità della Chiesa.

Giannina

Viganò

È superiora generale solo per due anni, ma in un momento cruciale della storia, dal 1964 al 1966, anno della sua morte. Madre Maria ha il compito di accompagnare la Congregazione “attraverso” il Concilio e di attuare ciò che esso ha domandato ad ogni famiglia religiosa: il passaggio dalla preghiera di devozione alla preghiera liturgica, dal latino all’italiano, la rivisitazione delle fonti, del carisma di fondazione, delle Costituzioni.

 

Compie ciò che Madre Maria ha cominciato ed accompagna la Congregazione nell’attuazione delle indicazioni del Concilio; alcuni mutamenti sono più esteriori, altri più profondi, ma tutti hanno un significato nella direzione di un nuovo slancio apostolico e di una partecipazione vivace al cammino ecclesiale. L’abito comincia a semplificarsi, si rivedono le Costituzioni (cioè il testo fondamentale di riferimento che descrive la vita e la missione), entra in vigore una modalità del tutto nuova di pregare con la liturgia delle Ore che rende più familiare il linguaggio dei salmi e della Parola di Dio.

De Araujo

Moreira

Con Madre Vilanì arriviamo al presente, ma possiamo già dire che la sua elezione segna un nuovo passo di apertura: per la prima volta la Madre generale non proviene dall’Italia, ma dal Brasile portando in mezzo a noi, definitivamente, il legame con altre culture e la svolta verso una prospettiva internazionale. Negli anni del suo mandato non solo Italia e Brasile diventano più vicini, non solo il Kenya cresce, ma si aprono anche nuovi orizzonti; i Vescovi del Timor Est per aiutare la ricostruzione di un Paese devastato dal conflitto con l’Indonesia, chiedono aiuto alla Conferenza Episcopale del Brasile e nasce un progetto che coinvolge diverse Congregazioni religiose: nasce in Timor una comunità di cui fa parte anche una suora del Preziosissimo Sangue. Tre anni fa il progetto si è concluso, ma noi siamo rimaste e attualmente Madre Vilanì guida la nuova apertura missionaria.

 

 

Madre

Giovanna Villa

Con Suor Giovanna Villa si apre un significativo tempo di sviluppo del progetto avviato da Madre Vilani. Attraverso la  ristrutturazione instituzionale  ci si orienta su un  orizzonte mondiale e si cerca , attraverso un cammino nuovo della Congregazione, di dare con la ricchezza del carisma una risposta adeguata ai tempi. Siamo invitate a ripensarci in prospettiva interculturale,  come corpo apostolico nel dinamismo della alleanza.

 

Zoia

Madre Donatella Marcella Zoia inizia il suo governo con l’obiettivo di portare avanti il progetto iniziato, puntando lo sguardo  sulla missione della congregazione dove ciascuna è chiamata, nella  chiesa e nel mondo, a lavorare come famiglia per il regno di Dio.

Lo sguardo e’ rivolto a questo tempo di forti  violenze e trasformazioni. In esso la presenza di vere fraternità, che cercano il  bene della famiglia religiosa e di tutti gli uomini, può essere una risposta a quanto il Signore continuerà a domandarci.

 

  Madre

Donatella

STORIA